Molti pazienti che si sottopongono a un intervento per le vene varicose si aspettano che il problema sia risolto definitivamente. Tuttavia, è opinione diffusa che le varici tendano a ripresentarsi nel tempo, il che può far pensare che l’intervento sia inefficace o che la malattia stessa sia inevitabilmente recidivante.
In realtà, la comparsa di nuove vene varicose o la persistenza di quelle già trattate può dipendere da cause ben definite, che oggi siamo in grado di identificare e prevenire con maggiore precisione.
Le tre cause principali di recidiva delle vene varicose
- Trattamento delle vene sbagliate
- Trattamento corretto eseguito con tecniche non ottimali
- Progressione naturale della malattia
Vediamo ciascuna nel dettaglio.
1. Trattamento delle vene sbagliate
Le vene visibili sulla superficie della pelle sono la conseguenza di un problema venoso più profondo, non la causa. Il primo passo per un trattamento efficace è identificare le vene incontinenti che alimentano quelle visibili, ossia quelle che hanno perso la funzionalità valvolare.
In passato si riteneva che la causa fosse sempre attribuibile alla vena grande safena (GSV) o alla piccola safena (SSV). Oggi, grazie all’ecocolordoppler ad alta risoluzione, sappiamo che altre vene possono essere coinvolte, come:
- La vena safena accessoria anteriore
- Le vene pelviche
- Le vene perforanti incontinenti
- Altre vene superficiali anomale
Ogni paziente presenta una configurazione venosa unica. Una mappatura ecografica dettagliata (almeno 10–20 minuti per gamba), eseguita da operatori esperti, è fondamentale per identificare tutte le vene patologiche. Esami rapidi, spesso rischiano di trascurare cause fondamentali, portando a trattamenti incompleti e quindi a recidive.
2. Tecnica Inadeguata su vene corrette
Anche quando le vene responsabili vengono correttamente identificate, l’utilizzo di tecniche obsolete può compromettere il risultato.
A differenza di un organo, una vena è un tessuto connettivo: se viene danneggiata o rimossa, il corpo tenta naturalmente di rigenerarla, ma senza valvole funzionali. Questo processo può portare alla formazione di nuove vene varicose lungo il vecchio percorso.
Le tecniche chirurgiche tradizionali come lo “stripping” (rimozione chirurgica della vena) sono oggi considerate superate, proprio perché stimolano la ricrescita di vene incontinenti. Al contrario, le metodiche endovascolari (laser, radiofrequenza, microonde, ecc.) puntano a chiudere la vena dall’interno, senza stimolare la rigenerazione.
Tuttavia, anche tra le tecniche endovascolari esistono differenze significative:
- Alcuni dispositivi sono ben studiati e supportati da evidenze cliniche.
- Altri, meno costosi, possono offrire risultati meno prevedibili, soprattutto se utilizzati senza la dovuta esperienza.
Una chiusura incompleta della vena può inizialmente sembrare efficace (per via di una trombosi temporanea), ma con il tempo il vaso può riaprirsi, portando alla ricomparsa dei sintomi.
La scleroterapia con schiuma, pur essendo raccomandata in alcuni casi, mostra una efficacia inferiore nelle vene di grosso calibro e dovrebbe essere riservata a situazioni selezionate.
3. Comparsa di nuove vene varicose (progressione di malattia)
La terza causa di recidiva è la comparsa di nuove vene patologiche in aree precedentemente sane. Questo fenomeno, chiamato progressione di malattia o varici de novo, riflette l’andamento naturale dell’insufficienza venosa cronica.
Anche in un soggetto senza alcuna varice visibile al momento dell’esame, il rischio di svilupparne in futuro è reale. Nei pazienti già trattati, la probabilità di comparsa di nuove vene varicose si aggira intorno al 3–4,5% annuo.
Questo tasso rappresenta il limite fisiologico della recidiva: un trattamento ben eseguito non può prevenirlo, ma può garantire che eventuali nuove varici siano legate solo alla malattia nuova, e non a un trattamento inadeguato.
Conclusione
Le vene varicose possono recidivare, ma nella maggior parte dei casi ciò avviene per:
- diagnosi incompleta,
- trattamento subottimale,
- naturale evoluzione della malattia.
Con una diagnosi accurata, un trattamento personalizzato e l’adozione delle tecniche più efficaci, è possibile ridurre in modo significativo il rischio di recidiva e ottenere risultati duraturi, sia funzionali che estetici.
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