Come trattare correttamente l’eczema venoso

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Primo passo: la diagnosi accurata

Chiunque presenti un eczema venoso – o sospetti di averlo – dovrebbe sottoporsi a una valutazione specialistica da parte di un esperto in patologie venose. È buona prassi iniziare con il proprio medico curante, ma è fondamentale evitare che il percorso si limiti a rimedi temporanei come creme corticosteroidee o calze elastiche, senza mai arrivare a una diagnosi precisa.

Il passo diagnostico più importante è l’esecuzione di un ecocolordoppler venoso approfondito, condotto da un professionista che abbia esperienza quotidiana nel campo della diagnostica vascolare. Non è sufficiente che l’operatore “sappia usare l’ecografo”: è necessario che abbia una formazione mirata e pratica consolidata nella valutazione dell’insufficienza venosa cronica.

In cosa consiste il trattamento dell’eczema venoso?

L’approccio terapeutico corretto parte da un principio molto semplice: l’eczema venoso è causato dal reflusso di sangue in vene che non funzionano più correttamente, cioè prive di valvole competenti. Interrompere questo reflusso consente di risolvere il problema alla radice.

Nel passato si ricorreva alla legatura e allo stripping delle vene tramite chirurgia tradizionale in anestesia generale. Oggi sappiamo che questo approccio è traumatico, poco selettivo e comporta un’alta incidenza di recidive.

Oggi le tecniche endovascolari mini-invasive rappresentano la nuova frontiera del trattamento. A seconda del tipo di reflusso e delle vene coinvolte, possono essere impiegate tecnologie diverse: termoablazione, scleroterapia ecoguidata, colle medicali, o una loro combinazione. Il piano terapeutico deve quindi essere personalizzato in base alla mappa emodinamica di ciascun paziente, rilevata con l’ecocolordoppler.

 

Cosa evitare (e perché)

L’utilizzo di creme cortisoniche, antistaminici o calze elastiche può aiutare a controllare temporaneamente i sintomi cutanei. Tuttavia, si tratta solo di soluzioni sintomatiche. La vera causa dell’infiammazione cutanea, cioè il reflusso ematico patologico, resta invariata e continua a peggiorare nel tempo.

L’infiammazione cronica non trattata in modo mirato può condurre a complicanze maggiori: tromboflebiti, emorragie o ulcerazioni cutanee.

Le calze elastiche, correttamente prescritte, possono essere utili in attesa di una valutazione specialistica, poiché riducono temporaneamente il reflusso e quindi il carico infiammatorio. Ma non risolvono il problema strutturale delle vene malate: una volta tolte, tutto ricomincia come prima.

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