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Come il nostro Protocollo Vene Varicose riduce le recidive delle vene varicose

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Le recidive dopo il trattamento delle vene varicose sono dovute, nella maggior parte dei casi, a una delle seguenti tre cause:

  1. Sono state trattate le vene sbagliate.
  2. Le vene giuste sono state trattate con tecniche inadeguate.
  3. Nuove vene varicose si sono formate in seguito alla progressione della malattia (fallimento di nuove valvole).

Il nostro protocollo affonda le sue radici nella ricerca avviata già a partire dalla fine anni ’90, con l’obiettivo di comprendere a fondo i meccanismi alla base delle recidive e sviluppare un approccio strutturato per prevenirle.

1. Trattamento delle vene sbagliate

Il primo passo del nostro protocollo è garantire che ogni paziente con malattia venosa sia sottoposto a un ecocolordoppler venoso approfondito, eseguito da personale altamente qualificato. L’esame, che richiede tra i 10 e i 20 minuti per gamba, consente di identificare tutte le vene coinvolte, comprese quelle pelviche, utilizzando protocolli validati scientificamente, tra cui la valutazione transvaginale nelle donne.

Le valutazioni rapide, economiche o eseguite da operatori non specializzati spesso tralasciano cause profonde come le vene perforanti incompetenti o le vene pelviche. Un’indagine incompleta comporta un trattamento inefficace e una recidiva precoce. Al contrario, il nostro protocollo standardizza la diagnosi garantendo l’identificazione di ogni reflusso significativo.

2. Trattamento delle vene giuste con tecniche sbagliate

La seconda causa di recidiva è l’uso di tecniche inadeguate, anche su vene correttamente individuate. L’introduzione dell’ablazione termica endovenosa ha rivoluzionato la flebologia, ma ha anche portato a una proliferazione di dispositivi e approcci, non tutti equivalenti per efficacia e sicurezza.

Il nostro protocollo integra evidenze cliniche e sperimentali per guidare la scelta della tecnica più adatta a ciascun tipo di vena. In sostanza, nessuna tecnica è adatta a tutti: l’efficacia dipende dalla corretta combinazione tra ecografia, scelta terapeutica e modalità di applicazione.

3. Nuove vene varicose per progressione della malattia

L’unico fattore non prevenibile è la naturale progressione della malattia: ogni anno, circa il 3–4,5% dei pazienti può sviluppare nuove vene varicose dovute al cedimento di valvole precedentemente funzionanti.

Anche nei pazienti trattati con il nostro protocollo, questa percentuale rappresenta la soglia fisiologica inevitabile. Gli audit interni mostrano un tasso di recidiva di circa il 3,3% annuo, perfettamente in linea con il tasso di progressione naturale. Questo risultato testimonia l’efficacia del protocollo nell’azzerare le recidive evitabili (diagnosi errata o tecnica inefficace).

Conclusione

Il nostro protocollo non è una tecnica, ma un percorso integrato di diagnosi e trattamento, costruito su dati scientifici, audit continui e aggiornamenti tecnologici. La sua applicazione sistematica permette di:

  • Diagnosticare correttamente tutte le fonti di reflusso.
  • Utilizzare la tecnica giusta per ogni vena.
  • Raggiungere risultati stabili nel tempo.

Un approccio rigoroso e personalizzato che ha ridefinito gli standard nella gestione delle vene varicose e delle loro recidive.

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