Come si riconoscono?
Quanto precocemente è possibile identificarle? E cosa si può fare per prevenirle?
Una volta che un’ulcera venosa si è formata, la diagnosi è generalmente semplice. Più complesso è riconoscere precocemente i segni premonitori nei pazienti che si trovano ancora nelle fasi iniziali del processo patologico. In molti casi, si perdono opportunità preziose per intervenire prima che si sviluppino complicanze più gravi.
È sempre consigliabile una valutazione specialistica precoce. Molti pazienti affetti da varici importanti scelgono oggi percorsi alternativi rispetto a un approccio attendista, ancora troppo diffuso. Ma esistono anche persone con incontinenza valvolare superficiale che si presentano con segni infiammatori cutanei senza varici visibili: anche questi soggetti sono a rischio di ulcerazione e meritano attenzione specialistica proprio perché si trovano in una fase in cui la progressione può ancora essere prevenuta.
Segni premonitori
Uno dei segnali iniziali più caratteristici è la comparsa di una chiazza rosa, rossa o bruna sulla parte interna del terzo distale della gamba, poco sopra il malleolo mediale. Spesso la cute assume un aspetto lucido e indurito. Questa condizione è nota come lipodermatosclerosi (LDS).
Se non trattata, o se gestita in modo improprio con creme o calze compressive prescritte senza diagnosi specialistica, la LDS tende a progredire, portando a pigmentazione brunastra da emosiderina e, successivamente, alla comparsa di aree biancastre (atrophie blanche) che indicano perdita di vitalità cutanea. Questa evoluzione rappresenta la fase pre-ulcerativa conclamata.
In realtà, un invio tempestivo a valutazione specialistica vascolare in qualsiasi stadio di questo processo potrebbe non solo prevenire l’ulcera, ma in molti casi anche invertire la progressione clinica.
Quando la chirurgia non è indicata
Va considerato, tuttavia, che l’intervento sui reflussi venosi non è utile in tutti i pazienti. Se una persona non è in grado di attivare la pompa muscolare del polpaccio, per esempio per difficoltà motorie gravi o rigidità articolare della caviglia, la chirurgia avrà benefici limitati. In assenza del “meccanismo propulsivo”, correggere il reflusso post-pompaggio risulta inefficace.
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A chi è consigliata la valutazione specialistica
Le categorie di pazienti che traggono maggior beneficio da un inquadramento specialistico sono:
- Persone con ulcera venosa attiva, capaci di camminare e con una buona mobilità articolare della caviglia;
- Pazienti con alterazioni cutanee sospette sul terzo distale della gamba: discromie rosa, rosse o brune, pelle dura e lucida, o chiazze biancastre;
- Soggetti con varici evidenti e sintomatiche, per il rischio aumentato di progressione verso l’ulcerazione.
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