Comprendere il flusso sanguigno e la trombosi venosa profonda (TVP)

Tempo di lettura: 2 min
Veinclinic.it

Indice dell'articolo

Indice dell'articolo

Il flusso sanguigno nelle arterie

Le arterie sono i vasi sanguigni che trasportano il sangue dal cuore verso i tessuti. Il cuore, essendo un muscolo molto potente, genera un flusso sanguigno veloce e ad alta pressione, con un’onda di pressione che si ripete a ogni battito (circa una volta al secondo). Per resistere a queste sollecitazioni continue, le pareti arteriose sono spesse, elastiche e muscolari.

La loro struttura prevede tre strati principali, con uno strato interno chiamato media, responsabile della loro capacità di contrarsi e tornare alla forma originaria dopo ogni contrazione cardiaca. Questa elasticità è percepibile in alcuni punti del corpo sotto forma di polso.

Il flusso sanguigno nelle vene

Le vene, al contrario, trasportano il sangue dai tessuti verso il cuore. Se il sangue proviene da aree situate sopra il cuore, come la testa o il torace, il ritorno venoso è facilitato dalla gravità. Ma quando il sangue deve risalire da distretti posti al di sotto del cuore, come le gambe, è necessaria un’azione di “pompa” contro la gravità.

Questo meccanismo è garantito principalmente dalla contrazione dei muscoli del polpaccio e dalla mobilità articolare, in particolare della caviglia. Quando questo sistema fallisce, possono insorgere problematiche come vene varicose, eczema venoso, lipodermatosclerosi e ulcere venose.

Le vene hanno una struttura simile a quella delle arterie ma con pareti molto più sottili, in quanto il sangue al loro interno scorre più lentamente e a bassa pressione. Non essendoci pulsazioni evidenti, il ritorno venoso dipende dalla pressione muscolare, dalla funzione valvolare interna e dalla posizione del corpo.

Flusso venoso da sdraiati e rischio trombotico

Quando una persona è sdraiata a riposo, il flusso venoso è continuo e relativamente lento. In queste condizioni, la pressione nelle vene è bassa e il sangue non scorre grazie al cuore, ma piuttosto per effetto di gradienti pressori minimi e delle valvole venose.

È importante sapere che la parete interna delle vene (endotelio) è progettata per prevenire la coagulazione, ma se il flusso si riduce troppo o si verifica un danno alla parete, il rischio di formazione di coaguli (trombi) aumenta.

Cosa accade quando si è seduti o in piedi

La situazione cambia radicalmente quando ci si siede o si rimane in piedi a lungo. In assenza di movimento, il sangue tende a ristagnare nelle vene delle gambe, poiché non c’è un meccanismo attivo che lo spinga verso l’alto.

Durante viaggi lunghi, come su aerei o pullman, il rischio di trombosi venosa profonda aumenta: questo fenomeno è noto come “sindrome da classe economica” o “trombosi del viaggiatore”.

In particolare, durante un volo, la ridotta pressione dell’aria, la minore concentrazione di ossigeno e la disidratazione (tipica della cabina pressurizzata) sembrano contribuire a un rischio trombotico maggiore rispetto ad altri mezzi di trasporto.

Per contrastare questo fenomeno, si raccomanda di:

  • muovere frequentemente le gambe e le caviglie
  • indossare calze elastiche a compressione graduata
  • mantenere un buon livello di idratazione

Se si rimane immobili per molte ore, il sangue si accumula nelle vene degli arti inferiori, aumentando la pressione interna. Quando questa pressione diventa eccessiva, parte del liquido presente nel sangue può fuoriuscire attraverso la parete venosa nei tessuti circostanti, causando gonfiore (edema) alle caviglie.

Conclusione

Il ritorno venoso è un processo complesso, regolato da fattori anatomici, posturali e funzionali. La comprensione dei meccanismi alla base della trombosi venosa profonda è fondamentale per prevenirla, soprattutto in situazioni a rischio come immobilità prolungata, viaggi lunghi o patologie predisponenti.

Un’attenta prevenzione del ristagno venoso e un’adeguata valutazione specialistica nei pazienti a rischio sono essenziali per ridurre la possibilità di eventi trombotici potenzialmente gravi.

Condividi:

Leggi anche

Patologie Venose
Durata: 2 min
La flebite è un’infiammazione venosa che può colpire soprattutto gli arti inferiori, causando dolore, arrossamento e gonfiore. Scopri quali sono le cause principali e quando è importante intervenire.
Patologie Venose
Durata: 2 min
L’eczema venoso è dovuto soprattutto a insufficienza venosa cronica e ipertensione venosa: il reflusso e il ristagno di sangue nelle gambe causano infiammazione della pelle, prurito, arrossamento e ispessimento cutaneo, spesso in presenza di vene varicose o esiti di trombosi.
Patologie Venose
Durata: 2 min
Le ulcere alle gambe sono nella maggior parte dei casi legate a insufficienza venosa cronica (circa l’80%) o arteriosa (circa il 15%), ma possono avere anche origine diabetica o maligna. Riconoscere precocemente discromie, gonfiore, dolore, pelle fragile o lesioni che non guariscono è fondamentale per impostare una diagnosi vascolare corretta e scegliere il trattamento più efficace, prevenendo complicanze e cronicizzazione.