Le cause precise della dilatazione venosa che porta alla formazione delle teleangectasie – comunemente chiamate “capillari” – sulle gambe non sono ancora completamente comprese. Le teorie diffuse da alcune fonti poco autorevoli o presenti su brochure promozionali sono spesso contraddittorie o infondate.
Cosa non causa le teleangectasie
È utile iniziare da ciò che non causa questi inestetismi. Alcuni sostengono che i capillari siano “vasi rotti” provocati dall’incrociare le gambe, indossare abiti stretti, stivali o addirittura fare bagni troppo caldi. Tuttavia, queste spiegazioni non trovano riscontro nella fisiopatologia venosa:
- “Capillari rotti”: se i capillari fossero davvero rotti, il quadro clinico sarebbe simile a quello di un’ecchimosi, con fuoriuscita di sangue nel tessuto sottocutaneo. Ma non è questo il caso.
- Indumenti stretti o incrocio delle gambe: le vene profonde sono protette da muscoli e tendini, e non subiscono alterazioni da queste abitudini.
- Bagni caldi: se fossero davvero responsabili, il fenomeno sarebbe molto più diffuso nella popolazione, senza distinzione.
Anche il colore della pelle è stato messo sotto accusa, ma si osservano capillari in modo trasversale su tutti i fototipi, dalla pelle chiarissima a quella molto scura.
Quali sono le vere cause?
Sebbene non esista una singola causa, ci sono elementi ricorrenti:
- Fattore genetico: si osserva una predisposizione familiare significativa, con incidenza maggiore tra sorelle, fratelli e figli di soggetti affetti.
- Traumi: eventi traumatici importanti, come incidenti con schiacciamento dei tessuti, perdita del pannicolo adiposo o cicatrici chirurgiche estese, possono indurre la formazione di teleangectasie secondarie. Fortunatamente, questi casi rappresentano una minoranza.
- Reflusso venoso sottostante: il dato più rilevante è che in fino al 90% dei casi, le teleangectasie delle gambe sono associate alla presenza di vene nutrice o varici non visibili. Sebbene non si possa affermare con certezza che queste vene siano la causa diretta, è evidente che, se non vengono individuate e trattate prima della terapia estetica dei capillari, i risultati sono spesso insoddisfacenti o transitori.
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Una complicanza evitabile: il “matting”
Una complicanza temuta e molto difficile da trattare è il cosiddetto matting teleangectasico: la comparsa di fitte reti di capillari rossi molto estesi, subito dopo un trattamento estetico mal condotto. Questa condizione è strettamente correlata alla mancata diagnosi e gestione delle vene nutrice o delle varici sottostanti.
Quando invece si segue un approccio sistematico, che include una mappatura ecodoppler completa e l’eventuale trattamento delle vene sottostanti, il matting può essere prevenuto con efficacia.
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