Fotopletismografia (PPG)

Prenota il trattamento online o compila il form di richiesta.
Ti ricontatteremo a breve!

Misurare il reflusso venoso senza aghi

La fotopletismografia è un esame semplice e non invasivo per valutare le variazioni di pressione venosa. Utilizza la luce infrarossa per rilevare i cambiamenti di flusso sanguigno attraverso la pelle.

Molti pazienti si sentono dire, ancora oggi, che le vene varicose sono causate da una “pressione troppo alta” nelle gambe. In realtà non è così.

La pressione venosa dipende principalmente dall’altezza della persona. Due individui della stessa statura, uno con vene normali e uno con vene varicose, presentano una pressione venosa pressoché identica a livello delle caviglie.

La differenza è nel comportamento della pressione durante il movimento e il riposo:

  • In chi non ha reflusso, la pressione si riduce con la deambulazione e risale lentamente a riposo.
  • In chi ha vene varicose, la pressione si riduce ugualmente con il movimento, ma risale bruscamente non appena ci si ferma, perché il sangue, non incontrando valvole funzionanti, ricade rapidamente verso il basso.

Dunque non è la pressione in sé a causare le varici, ma la velocità con cui cambia.

La fotopletismografia (PPG) è un esame non invasivo che consente di misurare i cambiamenti di pressione all’interno delle vene senza inserire aghi.

Un piccolo sensore applicato alla pelle emette luce infrarossa: parte di questa viene riflessa dal sangue presente nei capillari. Più sangue è presente, maggiore sarà la quantità di luce riflessa. Il sistema misura queste variazioni e le traduce in un tracciato, che riflette l’andamento della pressione venosa durante e dopo il movimento.

Anche se non misura direttamente i millimetri di mercurio, il PPG è in grado di rilevare le variazioni di pressione con un’accuratezza paragonabile a quella dei metodi invasivi.

La fotopletismografia si utilizza per:

  • Quantificare la gravità del reflusso venoso.
  • Valutare pazienti con vene varicose non visibili, o con sintomi suggestivi di “vene varicose nascoste”.
  • Monitorare la risposta al trattamento nel tempo.

Il test è semplice, rapido e indolore:

  1. Un piccolo sensore viene fissato alla pelle sopra la caviglia.
  2. Il paziente è seduto con la gamba distesa e il tallone a terra.
  3. Si eseguono 10 flessioni dorsali del piede (alzando la punta senza sollevare il tallone), una al secondo.
  4. Terminato il movimento, si rimane immobili per circa 40 secondi mentre il sistema registra la risalita della pressione.

Il tracciato viene poi analizzato per valutare la presenza e la rapidità del reflusso.

 

Cosa mostra il tracciato

Il grafico ottenuto è suddiviso in due fasi:

  • Durante il movimento: nei soggetti sani si osserva una salita progressiva del segnale, seguita da un lento ritorno alla normalità.
  • Dopo il movimento: nei soggetti con reflusso grave, il ritorno alla normalità è molto più rapido, un segno indiretto della presenza di vene senza valvole competenti.

Più il ritorno è rapido, maggiore è il grado di insufficienza venosa.

Sebbene utile, il PPG ha delle limitazioni:

  • È meno sensibile nel rilevare reflussi attivi (quelli che avvengono durante il movimento, come nel caso delle vene perforanti o pelviche).
  • Può essere influenzato da alterazioni locali della pelle o dalla posizione del sensore.
  • Non è indicato per valutare vene molto superficiali o in presenza di vene varicose visibili, che potrebbero alterare la lettura se il sensore vi è posto direttamente sopra.

In caso di dubbi, l’esame può essere ripetuto posizionando il sensore in una nuova area.

Richiedi informazioni

Compila i form per richiedere informazioni riguardo il trattamento o la prenotazione. Ti ricontatteremo a breve!

Info e prenotazioni: