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Le ulcere venose sono lesioni cutanee croniche legate all’insufficienza venosa cronica, difficili da guarire senza un trattamento mirato. La loro comparsa è causata da danni tissutali progressivi dovuti a pressione venosa elevata.
Le ulcere venose sono lesioni croniche della cute, localizzate in genere nella parte inferiore della gamba, che non guariscono spontaneamente e che tendono a persistere o recidivare.
Non sono una patologia cutanea primaria, ma una conseguenza dell’insufficienza venosa cronica (CEAP 6). La corretta gestione richiede quindi l’individuazione e il trattamento della causa alla base del disturbo.
Si tratta di una perdita di sostanza a carico dell’epidermide e del derma, spesso accompagnata da infiammazione dei tessuti circostanti.
L’ulcera compare quando la pressione venosa persistente determina un danno tissutale progressivo. Si osservano spesso:
Il meccanismo fisiopatologico alla base è quasi sempre il reflusso venoso cronico, sostenuto da:
Spesso le varici non sono visibili in superficie: si tratta delle cosiddette vene varicose nascoste, evidenziabili solo con esame ecocolordoppler.
Una diagnosi differenziale accurata è essenziale per evitare trattamenti non indicati o inefficaci.
La diagnosi si basa su:
In casi selezionati, può essere utile integrare con esami arteriosi o con approfondimenti laboratoristici.
L’approccio moderno non si limita alla medicazione dell’ulcera, ma corregge la causa del reflusso venoso, aumentando le probabilità di guarigione definitiva.
Tecniche utilizzate
In casi selezionati si può ricorrere anche a terapia compressiva, come supporto pre o post-trattamento.
Con un trattamento adeguato e completo, la grande maggioranza delle ulcere venose guarisce in tempi contenuti.
Il tasso di recidiva si riduce drasticamente se viene eliminata la causa alla radice.
Una gestione incompleta o troppo conservativa espone il paziente a:
L’ulcera venosa è l’espressione di una malattia sistemica locale: il trattamento deve essere centrato sulla causa, non solo sulla lesione.
Solo un corretto inquadramento diagnostico e un approccio terapeutico ragionato permettono di ottenere risultati duraturi, riducendo recidive e tempi di guarigione.